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Dazi USA, a rischio 2,2 miliardi di export - 11 Aprile 2019

Dazi USA, a rischio 2,2 miliardi di export - 11 Aprile 2019

Boeing-Airbus, scontro sugli aiuti pubblici. I possibili effetti sull’agroalimentare italiano secondo le stime di Ismea.

Autore: SUPERUSER ACCOUNT/giovedì 11 aprile 2019/Categorie: Home Page Dolcitalia, News Dolcitalia

I dazi annunciati da Donald Trump – in seguito alla competizione tra l’americana Boeing e l’europea Airbus e agli aiuti pubblici di cui entrambe beneficiano – potrebbero mettere a rischio 2,2 miliardi di Made in Italy agroalimentare con forti effetti sulla bilancia commerciale italiana. Secondo le rivelazioni dell’Ismea, l’export agroalimentare tricolore negli Stati Uniti ha raggiunto quasi 4,25 miliardi di euro nel 2018. I prodotti più rilevanti del Made in Italy agroalimentare verso gli USA sono il vino, la pasta, l’olio d’oliva e i formaggi, ovvero quasi tutte le categorie che sarebbero penalizzate dall’eventuale introduzione di dazi. “Quello statunitense è il terzo mercato di destinazione per il Food & Beverage italiano, dopo Germania e Francia, e rappresenta il 10% del totale delle esportazioni agroalimentari italiane. L’introduzione dei dazi per le nostre produzioni agroalimentari potrebbe avere pesanti conseguenze per le imprese italiane” – dichiara Raffaele Borriello, direttore generale dell’Ismea.

 

 

I PRODOTTI A RISCHIO
Nella black list si trova, ad esempio, il Pecorino Romano per le cui sorti il mercato USA ha dimostrato di essere determinante. Infatti il calo del 30% circa (- 40% in volume) dell’export verso gli Stati Uniti è alla base della drammatica crisi che sta vivendo il settore. Un altro prodotto che potrebbe essere bersaglio dei dazi è l’olio extra vergine d’oliva il cui export verso gli USA, nel 2018, ha toccato i 359 milioni di euro con un trend di crescita del 60% negli ultimi 10 anni.

IL MERCATO DEL VINO: TIMORI PER IL PROSECCO
Un duro colpo all’agroalimentare italiano potrebbe derivare soprattutto dall’applicazione dei dazi sui vini italiani. Attualmente gli USA coprono, con circa 1,5 miliardi di euro, un quarto del totale delle esportazioni enologiche italiane nel mondo. Un ruolo determinante in questa crescita è da attribuire al Prosecco, i cui flussi verso gli USA sono cresciuti del 440% negli ultimi 10 anni, arrivando a quota 334 milioni di euro. Proprio il Prosecco è contemporaneamente alle prese con la Brexit. Infatti, l’export di vini italiani verso il Regno Unito ammonta a 827 milioni di euro nel 2018 (+1,9% sul 2017 e +79% sul 2009), pari al 13% delle esportazioni italiane complessive di vino. Più della metà delle spedizioni oltre Manica sono rappresentate dai vini spumanti che, peraltro, hanno registrato una dinamica molto positiva nell’ultimo decennio (+389 milioni di euro tra il 2009 e il 2018).

 

Articolo tratto da: gruppofood.com

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