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News da Dolcitalia

Le cargo Bike Levissima in aiuto della raccolta differenziata a Milano

Dall’Expo Gate in Piazza Castello, passando per Corso Garibaldi, fino a Corso Como: è questo l’itinerario percorso, nei weekend estivi di giugno, luglio e settembre, dalle Cargo Bike ecologiche Levissima per rendere possibile e promuovere la raccolta differenziata “on the go” della plastica, delle lattine e del vetro, regalando così nuova vita ai materiali e rendendo Milano più pulita e accogliente.

Il Gruppo Sanpellegrino, di cui Levissima fa parte, è da anni impegnato nel diffondere le buone Levissima 2pratiche della raccolta differenziata e, in un momento di così grande visibilità per la città di Milano, offre un servizio concreto ai cittadini e ai visitatori provenienti da tutto il mondo, incentivando la raccolta delle bottiglie in PET nelle vie dello street food.

L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Milano ed è realizzata in partnership con Amsa – azienda di igiene urbana della città – che affida ad un gruppo di suoi operatori la guida delle cargo bike e la sensibilizzazione del pubblico. Grazie a un piano di lavoro organizzato su più turni, viene coperta l’intera giornata, dalle ore 11:00 alle ore 19:00.

Le Cargo Bike sono state personalizzate con grafiche e messaggi educativi e al tempo stesso coinvolgenti da Zala Vrbek, la studentessa dello IED, l’Istituto Europeo di Design, che ha anche ricevuto una borsa di studio come riconoscimento per l’impegno e il suo contributo.

Ma il progetto non si esaurisce qui. Il Gruppo Sanpellegrino, infatti, al termine dell’attività di raccolta delle cargo bike, farà una donazione al Comune di Milano per l’allestimento di un’area verde della città con oggetti di utilità pubblica, rigorosamente in PET riciclato. Tutti i cittadini potranno, così, toccare con mano che il PET raccolto, grazie al loro contributo, è diventato una vera e propria risorsa per la comunità.

Sanpellegrino è una tra le più significative realtà nel campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in oltre 145 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.

 

giovedì 30 luglio 2015/Author: MIXERPLANET/Number of views (1166)/Comments (0)/
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Pane e cultura. Gusto e intrattenimento al Mercato metropolitano

Un nuovo luogo del gusto e dell’intrattenimento nell’ambito di Expo in Città, in cui i milanesi trascorrono le calde serate d’estate. Mercato Metropolitano è l’innovativa realtà dedicata all’autentico cibo italiano che prende vita a Milano nello storico quartiere dei Navigli, in uno spazio di circa 15.000 mq. Un vero e proprio mercato il cui DNA è racchiuso nella semplice frase: il buon cibo italiano non è un lusso. Pensato per offrire a tutti un nuovo modello di acquisto sostenibile basato sulla filiera corta, Mercato Metropolitano offre prodotti freschi e di qualità, a prezzi da mercato, disponibili direttamente dalle mani di chi li produce.

Mercato Metropolitano nasce da un’idea di Ambrogio De Ponti, presidente di Unaproa (Unione che raggruppa 125 Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio) e Andrea Rasca, imprenditore specializzato in “food diplomacy” e internazionalizzazione. Insieme hanno avuto l’idea di portare a Milano gli artigiani del gusto e dare voce ai veri protagonisti dell’agroalimentare, i piccoli agricoltori e produttori che non hanno spazio nell’Expo ufficiale.

“Siamo il primo paese al mondo per qualità e biodiversità in ambito alimentare” dichiara Andrea Rasca. “All’estero la domanda di prodotti italiani è altissima ma spesso i consumatori stranieri sono costretti a ripiegare su prodotti mass market o ‘Italian sounding’. Con Mercato Metropolitano vogliamo approfittare della spinta di Expo 2015 per creare un nuovo modello di business che supporti i piccoli agricoltori, produttori e artigiani di qualità a crescere in modo sostenibile, in Italia e all’estero. ‘Piccolo è bello’ è il nostro credo”.IMG_7788©saramontali mercato metropolitano

Mercato Metropolitano non è semplicemente un mercato di quartiere ma è soprattutto un mercato per tutti, un grande parco giochi del gusto perfetto per tutta la famiglia, dove fare la spesa, assaggiare, sperimentare, imparare i segreti delle materie prime, come valorizzarle e come esaltarne le proprietà nutritive grazie anche alle lezioni e ai corsi di cucina che scandiscono ogni giornata al mercato. Grande attenzione è riservata ai più piccoli, ai quali è dedicato un ampio programma di iniziative.

Da giugno e per tutta l’estate, Mercato Metropolitano ospita anche un cinema all’aperto: circa 500 posti.

Il mercato sorge negli ex magazzini della ferrovia di Porta Genova, esempio di archeologia industriale restituito alla città e ai suoi abitanti. Nella zona esterna si anima un vero e proprio mercato, dove si alternano banchi di frutta e verdura fresca di giornata, piccoli negozi indipendenti, street food e prodotti tipici di consorzi DOP, IGP, orti giardino e piante aromatiche.

L’ampio spazio al coperto ospita invece i banchi del fresco e le botteghe del cibo da consumare sul posto, con circa 2.000 prodotti tipici da provare e acquistare.

Mercato Metropolitano resterà aperto a Milano per tutto il periodo dell’Expo e anche oltre. Mentre in città inizia a concretizzarsi l’ipotesi di rendere permanente l’iniziativa, gli organizzatori stanno già lavorando per esportare il format all’estero e far conoscere al mondo la ricchezza della filiera agroalimentare italiana e i suoi prodotti freschi e sani a prezzi contenuti. Si parte con il Giappone, che ospiterà Mercato Metropolitano a ottobre nella città di Tokyo, per poi proseguire con New York, Londra e Dubai.

 

Mercato Metropolitano

Via Valenza, 2

Milano

www.mercatometropolitano.it

 

Orari: Lunedì – Giovedì dalle 11.00 alle 24.00

Venerdì dalle 11.00 alle 2.00

Sabato dall

giovedì 30 luglio 2015/Author: MIXERPLANET/Number of views (3228)/Comments (0)/
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Partesa: a giugno l’82% dei visitatori ha Expo scelto acqua e birra

Partesa, Official Beverages Distributor di Expo Milano 2015, fa il punto sui consumi di bevande all’interno dell’Esposizione Universale nei primi due mesi della manifestazione. A giugno, confermati i risultati ottenuti nel primo mese di attività con, in evidenza, un trend positivo in termini di numero di consegne effettuate e referenze distribuite. Acqua e birra rinfrescanti scelti dall’82% dei visitatori. Al 30 giugno, sono oltre 200 i punti di consumo attivati (+14% rispetto al mese precedente), con una capillarità che supera l’80%, segno che il sistema Partesa, un mix fra tecnologia e personale altamente qualificato, sta producendo i risultati sperati.

Still Life with a draft beer by the glass.

Sono salite a 610 (+12% rispetto al mese di maggio) le referenze consegnate quotidianamente all’interno dei Padiglioni e dei punti di ristoro della Manifestazione, ma acqua e birra svettano sulle altre: secondo i dati di Partesa, il consumo di acqua – complice il grande caldo – è cresciuto del 20%, quello di birra del 12%, che diventa così la seconda bevanda bevuta. Le bibite hanno registrato, invece, un netto decremento (-40,9%). Stabile il consumo di liquori, con lo 0,5%, mentre vino, succhi e aperitivi, segnalano tutti una leggera flessione.

Tra gli altri parametri di riferimento del Sistema Partesa a Expo Milano 2015: le ore lavorate sono stabili (quasi 13.000) si registra un leggero incremento dei chilometri percorsi dai mezzi Partesa (oltre 3.000) e la gestione del servizio clienti per Expo Milano 2015 segnala oltre 5.800 chiamate (vs 5.500 nel mese precedente). In aumento le richieste per supporto incassi e per gestione ordini e proposte commerciali.

Fra i clienti Partesa, analizzando i Paesi in cui si consumano più bevande, Olanda, Spagna, Indonesia, UK, Germania e Brasile si confermano i più dinamici. New entry, invece, la Svizzera. I padiglioni di questi Paesi si contraddistinguono per essere fra i più attivi nell’organizzazione di eventi dedicati ai visitatori di Expo Milano 2015 e sono favoriti da una posizione strategica e da spazi all’aperto a disposizione del pubblico. Facile intuire, quindi, che la bella stagione stia favorendo i punti di consumo dove è possibile passare del tempo in un ambiente accogliente e dove si possa godere del clima estivo.

Partesa è il network distributivo del Gruppo Heineken Italia specializzato nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca. Con 25 anni d’esperienza e 40.000 clienti, Partesa ha raggiunto la massima capillarità distributiva, un attento portfolio di prodotti di qualità, servizi personalizzati e una grande solidità logistica. Un’azienda in movimento che cresce con le esigenze del mercato, in grado di offrire un’innovativa politica commerciale con un’immagine distintiva e unica. La struttura, che impiega circa 1.000 persone, conta 46 depositi e un’ampia flotta di veicoli; è in grado di offrire un valido supporto tecnico e commerciale nello sviluppo di attività di marketing, acquisti, logistica, risorse umane, formazione e amministrazione. Nel mondo Partesa, la categoria Birra rappresenta il 35%, il cui 70% è costituito a sua volta da birre del Gruppo. Il vino rappresenta oggi una parte importante del fatturato e si attesta intorno al 15%. Partesa è Official Beverages Distributor di Expo Milano 2015.

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Talking Wine: la Norvegia sceglie il vino FIVI

fivi-deconciliis-03-150x150La Norvegia vuole i vini dei vignaioli FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) e lo mette nero su bianco in un bando di gara. Scorrendo l’ultimo tender indetto dal Monopolio di Stato della Norvegia si scopre infatti che l’appartenenza dell’azienda alla FIVI viene posta come condizione necessaria, in alternativa alla produzione biologica o alla conversione in atto. La richiesta vale per l’Aglianico IGT Campania dell’annata 2015, per il quale il bando scandinavo prevede “che siano produttori biologici, in conversione oppure soci FIVI”. È la prima volta che una richiesta di questo tipo giunge dal monopolio nazionale di un paese. Spiega Matilde Poggi, presidente della FIVI: “siamo stati anche noi sorpresi, il bando non segue ad una nostra istanza, ma rappresenta un’iniziativa autonoma del monopolio Norvegese. Siamo orgogliosi che sia stato riconosciuto il ruolo della nostra associazione come garante di una viticoltura di qualità”.

Matilde Poggi

Matilde Poggi

Non è solo la FIVI a vedere riconosciuto questo ruolo. Nello stesso bando si menziona la preferenza per i vini cileni prodotti dai vignaioli associati al MOVI (Movimiento de Viñateros Independientes), associazione di vignaioli omologa a quella italiana. La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.

Attualmente sono circa 900 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 9.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 65 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale supera 0,6 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 240 milioni di euro. I 9.000 ettari di vigneto sono condotti per il 49 % in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 41 % secondo la viticoltura convenzionale.

 

Guido Montaldo. Giornalista, storico, esperto in comunicazione del vino. redazione@ilbuonodellavita.com

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Food Act, la Fic lamenta la dimenticanza del ministro Martina

 

Food Act e Forum della Cucina: impegno encomiabile, ma che a qualcuno lascia l’amaro in bocca. Come nel caso della Federazione Italiana Cuochi (FIC), che critica il ministro Martina, organizzatore dell’evnto svoltosi ieri a Expo Milano, per aver escluso la Federazione. E si tratta di rimostranze largamente condivise anche al di fuori del settore. “Purtroppo il ministro delle Politiche Agricole – si legge nel comunicato stampa FIC- si è “dimenticato” anche di nomi importanti della cucina italiana, oltre che della Federazione che rappresenta oltre 17mila iscritti. Giusto per citare qualcuno, è il caso Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques International;  Rosario Scarpato coordinatore e presidente onorario Gvci-Itchefs ovvero del Gruppo virtuale cuochi italiani, che rappresenta i colleghi e i ristoratori italiani all’estero, organizzatore dell’Italian Cuisine in the World Forum giunto alla 5ª edizione; Aimo Moroni; Alfonso Iaccarino; Enrico Crippa; Heinz Beck; Claudio Sadler; Mauro Uliassi; Davide Oldani e decine di altri colleghi che operano ad alti livelli sia in Italia che all’estero. “Lungi da noi – commenta il Presidente dei cuochi italiani, Rocco Cristiano Pozzulo – voler continuare ad alimentare la polemica ma è ovvio che, quando si discute del futuro di un settore importante come il nostro non si può pensare di farlo senza tener presente chi lo rappresenta realmente, e non solo dal punto di vista dei riconoscimenti giuridici. Giusto per ricordarlo, il nostro ente è composto da 125 associazioni provinciali, 20 unioni regionali e 12 delegazioni estere. Tutto il resto lo lasciamo all’intelligenza di chi è chiamato a giudicare. Spero sinceramente che il Ministro, o chi per esso, prenda atto di questo dato e rimedi invitando noi e quanti ben rappresentano la cucina italiana nel mondo”.

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