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News di settore - da Indexfood.it

Birre: Duvel, un diavolo di birra belga

Birre: Duvel, un diavolo di birra belga
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È considerata la prima Strong Golden Ale della storia e racchiude tutta l’esperienza di un birrificio attivo sin dal 1871. Un “diavolo di birra”, prodotta oggi come allora, seguendo la ricetta originale e metodologie di produzione tradizionali, anche nell’innovativa versione Tripel Hop

Progetto Birra

“Questa birra è un vero diavolo!”: poche parole, pronunciate da un appassionato belga durante una degustazione nel 1923, che cambieranno per sempre la storia del birrificio Moortgat, fondato dall’omonima famiglia nel 1871.

La birra in questione si chiamava “Victory Ale” ed era stata prodotta per celebrare la fine della grande guerra, ma da quel momento in poi venne ribattezzata appunto Duvel, “diavolo”.

Frutto di una minuziosa ricerca sui lieviti, tutt’oggi propagati dal birrificio, Duvel fu la prima Strong Golden Ale, diventando presto un’icona nel panorama belga per l’aroma distintivo e l’ineguagliabile effervescenza.

Birra DuvelOggi Duvel beneficia della stessa ricetta di allora e di metodologie di produzione tradizionali, che prevedono una lunga maturazione e la successiva rifermentazione in bottiglia: un procedimento che comporta ben 90 giorni dal momento della cotta a quello dell’uscita dai magazzini delle bottiglie da 33 e 75 cl.

Tutto questo si riflette nell’aroma e nel sapore, inimitabili, con profumi agrumati e un gusto rotondo e leggermente speziato.

Una specialità emblematica della grande tradizione birraria belga, nella gamma Progetto Birra (business unit di Interbrau) assieme alla “sorella” Duvel Tripel Hop, che aggiunge il famoso luppolo americano Citra alla classica miscela utilizzata per la Duvel.

Il risultato è un bouquet aromatico tropicale davvero irresistibile, con un finale più secco e amaro, per una birra disponibile esclusivamente nel formato 33 cl.

Due birre diabolicamente perfette!

Interbrau | Progetto Birra

12 ottobre 2018

Birre: Duvel, un diavolo di birra belga
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venerdì 12 ottobre 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (19)/Commenti (0)/
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Per Giancarlo Gasparotto arriva il certificato Guinness World Records

Per Giancarlo Gasparotto arriva il certificato Guinness World Records
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Guinness World Records 2018 – Storia di un record mondiale “Most Bhut Jolokia chilli peppers eaten in two minutes”
Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Tarquinia Sabato 27 Ottobre 2018 – Ore 16,00
Cerimonia di Consegna del titolo ufficiale al campione Giancarlo “Jack Pepper” Gasparotto

ArgenPic

Per GIANCARLO ‘Jack Pepper’ GASPAROTTO è ormai giunto il momento più atteso. Ancora una manciata di giorni e potrà salire sul podio più alto che un mangiatore di peperoncini possa aspirare.

Dopo la comunicazione arrivata da Londra con l’omologazione del tentativo di Guinness per aver praticamente divorato nel tempo di due minuti il maggior quantitativo (146,27 grammi) di Bhut Jolokia, il quarto nella Scala Scoville tra i più piccanti del pianeta, stracciando il precedente primato dello statunitense Kevin “L.A. Beast” Strahle (Gr 121,90), ora arriva la certificazione di rito.

GWR CERTIFICATEDopo quel «Congratulations, you are Officially Amazing!» (“sei Ufficialmente Stupefacente”) da parte del GWR è la volta del certificato GUINNESS WORLD RECORDS, il sigillo ufficiale dello stato di titolare e conferma della posizione nella storia dei records di Giancarlo Gasparotto che descrive anche il titolo del record e tutte le informazioni chiave del suo successo.

La consegna avverrà Sabato 27 Ottobre prossimo (ore 16.00) presso la Sala Consiliare del Comune di Tarquinia, la stessa dove il 4 febbraio scorso è stato posto il suggello all’impresa del campione brianzolo nativo di Isernia.

A riceverlo saranno le attuali autorità comunali ed i rappresentanti di tutti gli enti, organizzazioni ed associazioni che hanno collaborato all’attuazione dei tentativi culminati con successo nell’ambito della Festa del Peperoncino ArgenPic organizzata dall’Associazione Borgo dell’Argento (Delegazione dell’Accademia Italiana del Peperoncino) in collaborazione con l’Associazione Culturale Oltrepensiero.

venerdì 12 ottobre 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (15)/Commenti (0)/

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Seeds&Chips al Millennials Ambassadors Forum: il Summit arriva con il Give Me 5

Seeds&Chips al Millennials Ambassadors Forum: il Summit arriva con il Give Me 5
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Per la prima volta proposto fuori dal Summit internazionale, il Give Me 5! cerca millennial con idee innovative per il futuro in un confronto unico nel suo genere
Il Give Me 5! al MAF #IdeasWork: iscrizioni aperte

Seeds&Chips

L’appuntamento è il prossimo 7 novembre. Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit, evento da sempre orientato ai giovani e punto di riferimento a livello mondiale per il settore dell’innovazione della filiera agroalimentare, porta il format Give Me 5! al Millennials Ambassadors Forum #IdeasWork che si svolgerà allo spazio Nuvola Lavazza di Torino.

Il Millennials Ambassador Forum è il think tank ispirato ai Sustainable Development Goals (SDGs), nato come luogo d’incontro tra i principali stakeholder del mercato del lavoro. Il 2030 è la data che l’ONU ha fissato per il raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e in quella data i Millennials di oggi saranno gli adulti di allora. Ed è proprio a loro che si rivolgono MAF #IdeasWork e Seeds&Chips.

MAF #IdeasWork crea un momento di confronto intergenerazionale tra giovani e vertici aziendali sulle idee vincenti per migliorare il futuro del lavoro, e al contempo si propone come una Job Fair 4.0 che supera il paradigma dei career day tradizionali, riunendo il gotha delle istituzioni e dell’imprenditoria. Tantissimi i Millennials Ambassador presenti, con personalità istituzionali come Chiara Appendino Sindaco di Torino, Marco Bussetti Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

Give Me 5! John Kerry

Give Me 5! John Kerry ph. credit G. Bertolini ©

Lorenzo Fontana Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Antonio Tajani Presidente del Parlamento Europeo, Marco Podeschi, Segretario di Stato per l’Istruzione e Cultura e Università, Ricerca, Informazione, Sport, Innovazione tecnologica e Rapporti con l’A.A.S.S. della Repubblica di San Marino, e grandi nomi come Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel, Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di IBM, e

venerdì 12 ottobre 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (30)/Commenti (0)/
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Zucchero, Confagricoltura lancia l’allarme: produzione europea in calo, ma le giacenze aumentano

Zucchero, Confagricoltura lancia l’allarme: produzione europea in calo, ma le giacenze aumentano
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“Produzione europea in calo, ma le giacenze aumentano a livello mondiale e i prezzi restano sotto tensione”

logo Confagricoltura

Alla vigilia del Consiglio Agricoltura dell’UE, che si terrà il 15 ottobre in Lussemburgo, Confagricoltura ha lanciato l’allarme sulla grave situazione del settore bieticolo-saccarifero.

Nella campagna 2017-2018, la produzione di zucchero nella UE ha raggiunto il livello record di 21,1 milioni di tonnellate. Per la campagna 2018-2019, a causa della siccità, è previsto un calo di circa 2,5 milioni di tonnellate. Tuttavia, come evidenziato in un recente rapporto della Commissione, il mercato continuerà a restare sotto tensione con prezzi che – rispetto a settembre 2017 – fanno registrare una contrazione del 26 per cento.

“Senza interventi urgenti, è a rischio la stabilità finanziaria delle imprese agricole e il futuro del settore nell’Unione”, ha dichiarato il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Confagricoltura ricorda che il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio ha chiesto l’attivazione degli aiuti allo stoccaggio privato ed auspica che la Commissione la tenga in considerazione nell’elaborazione delle strategie per la futura politica del settore.

logo Confagricoltura“Nonostante il previsto calo della produzione europea – ha sottolineato Giansanti – non sono in vista aumenti dal lato dei prezzi, a causa dell’elevato livello (circa 8 milioni di tonnellate) delle giacenze a livello mondiale”.

“Le difficoltà di mercato sono anche determinate dagli aiuti alla produzione e all’esportazione di zucchero che sono stati decisi dal governo indiano”, ha così proseguito il presidente della Confagricoltura. “Grazie a questi sussidi, l’India è destinata a diventare il primo produttore di zucchero al mondo”.

“Invitiamo le Istituzioni di Bruxelles a valutare rapidamente e con grande attenzione la possibilità di ricorrere all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per contestare formalmente gli aiuti pubblici concessi dall’India”.

Confagricoltura segnala che un ricorso al WTO è già stato preannunciato dalle autorità di Australia e Brasile.

Roma, 12 ottobre 2018

Zucchero, Confagricoltura lancia l’allarme: produzione europea in calo, ma le giacenze au

venerdì 12 ottobre 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (14)/Commenti (0)/
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Kaki a polpa soda: Agrintesa e’ leader a livello produttivo

Kaki a polpa soda: Agrintesa e’ leader a livello produttivo
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Al via la campagna 2018 in Emilia-Romagna
I marchi Alegra e Valfrutta Fresco pronti a valorizzare 6.400 tonnellate di prodotto

Piace ai giovani per il sapore dolce e delicato, per la croccantezza e la praticità di consumo. Conquista nuovi mercati all’estero e la possibilità di tagliarlo a fette, sbucciarlo e mangiarlo senza sporcarsi le mani rappresenta un valore aggiunto.

È il Kako Rojo Brillante (a polpa soda), varietà la cui raccolta è partita proprio in questi giorni in Emilia-Romagna e che la cooperativa Agrintesa di Faenza (primo player nazionale nei kaki) ha avviato tra i primi in Italia ormai più di dieci anni fa, con investimenti in produzione e nelle tecnologie in stabilimento che si stanno rivelando decisamente azzeccati.

Confezionamento Kaki“Il Kako Rojo Brillante si afferma sempre più come un’alternativa molto interessante per i nostri produttori – spiega Enrico Bucchi, vicedirettore di Alegra, business unit di Agrintesa –. Attualmente, abbiamo 130 ettari suddivisi tra la Romagna e l’areale modenese, con impianti che vanno dai 12 anni fino a quelli più recenti di 2 anni che ancora devono entrare in produzione; pertanto prevediamo un aumento delle quantità in futuro di almeno il 10%.

Sono circa 250 le aziende agricole del nostro Gruppo che hanno investito in questa coltura con metrature significative, trovando nuovi sbocchi commerciali alle loro produzioni e soddisfazioni in termini di redditività”.

Per la campagna 2018 appena iniziata, Agrintesa stima una produzione di circa 2.800 tonnellate per il Kako Rojo Brillante, su questa cultivar non si registrano variazioni particolari di volume. Al contrario per il Kako Tipo (quello più tradizionale e aromatico, a polpa morbida e che si consuma al cucchiaio) si stimano 3.600 tonnellate con un significativo calo rispetto alla passata stagione. Il Kako Tipo è una coltura molto tradizionale per tutto l’areale romagnolo e pertanto è coltivato da oltre 700 soci per un totale di 200 ettari.

“La campagna 2018 si prospetta positiva per qualità e pezzatura, soprattutto rispetto all’anno scorso quando abbiamo dovuto fare i conti con un prodotto decisamente più piccolo – spiega Enrico Bucchi –. Ora siamo tornati ad una pezzatura media soddisfacente, la qualità del prodotto è elevata (le piante con meno prodotto si esprimono meglio) e in questa fase di partenza non si registrano particolari problemi e difetti sui frutti”.

venerdì 12 ottobre 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (0)/Commenti (0)/
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