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News di settore - da Indexfood.it

Oms e Onu. Grana Padano: cibi da vietare, grave come una fake news

Oms e Onu. Grana Padano: cibi da vietare, grave come una fake news
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“Grave, inaccettabile e soprattutto non corrispondente al vero”

logo Consorzio Grana Padano

Così il presidente del Consorzio Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi, definisce quanto sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Onu, che nello stilare la lista dei cibi che possono ridurre entro il 2030 la diffusione di malattie non trasmissibili cardiovascolari e metaboliche, hanno individuato come dannosi alcuni prodotti che da sempre fanno parte della Dieta Mediterranea.

“Ha dell’incredibile – prosegue Baldrighi – constatare che istituzioni così importanti mettano sul banco degli imputati produzioni da sempre riconosciute come esempio di eccellenza alimentare anche e soprattutto per le proprie qualità di salubrità e di alta valenza nutrizionale”.

Sulla stessa linea Stefano Berni, direttore generale del Consorzio del prodotto Dop più consumato al modo, con quasi 5 milioni di forme all’anno.

“Ci attiveremo con tutti i mezzi per difendere il nome e la storia del Grana Padano – commenta Stefano Berni – e di tutti gli altri prodotti che maldestramente vengono presi di mira dall’OMS, consapevoli che la stragrande maggioranza degli italiani, ma anche dei nostri affezionati consumatori internazionali, abbiano già catalogato questa vicenda per quel che è davvero e cioè solo come una ‘fake news’, o meglio, per rimanere in casa nostra, una bufala e non certo quella della Mozzarella DOP”.

Desenzano d/G, 19 luglio 2018

Oms e Onu. Grana Padano: cibi da vietare, grave come una fake news
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venerdì 20 luglio 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (24)/Commenti (0)/
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Riso biologico: FederBio soddisfatta per il Decreto sulla tracciabilità

Riso biologico: FederBio soddisfatta per il Decreto sulla tracciabilità
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FederBio esprime soddisfazione per il Decreto che sblocca l’avvio del sistema di tracciabilità del riso biologico in capo all’Ente Risi
La firma del Ministro Centinaio riconosce una battaglia che la Federazione sta portando avanti da oltre due anni

logo Federbio

FederBio accoglie molto positivamente la firma del decreto che imporrà ai risicoltori l’obbligo di indicare eventuali superfici a biologico o in conversione ad agricoltura biologica nella denuncia di superficie.

La disposizione prevede, inoltre che, all’interno della denuncia di superficie, sia espressamente indicato l’organismo di controllo designato.

Questo importante passo normativo, che avvia di fatto la possibilità di implementare i controlli di tracciabilità, è frutto di un’azione di pressione costante di FederBio che ha sempre sostenuto la necessità di operare in modo coordinato, attraverso tavoli tecnici, coinvolgendo tutti gli attori interessati della filiera: MIPAAF, Ente Risi, ICQRF e organismi di certificazione.

Paolo Carnemolla Presidente FederBio“Ringrazio il ministro Centinaio per aver finalmente sbloccato l’avvio del sistema di tracciabilità del riso biologico in capo all’Ente Risi, una battaglia che FederBio ha portato avanti ormai da due anni per conto dei risicoltori bio onesti.

Ora è necessario che Ente Risi e ministero assicurino un monitoraggio a sistema dei dati sulle rese produttive e sulle quantità commercializzate, dato che i singoli organismi di certificazione potranno verificare solo i dati delle aziende che controllano direttamente”, ha commentato Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.

FederBio è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.

Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la qu

venerdì 20 luglio 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (24)/Commenti (0)/
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Venerdì 10 agosto a Volterra ultima Cena Galeotta dell’anno

Venerdì 10 agosto a Volterra ultima Cena Galeotta dell’anno
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In cucina Vincenzo Martella del ristorante Villa Pignano di Volterra
L’incasso della serata alla cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra di Gioia Tauro (RC)
Alla Casa di Reclusione di Volterra l’appuntamento che chiude l’edizione 2018.
Il menu accompagnato dai vini dell’azienda Fornacelle di Castagneto Carducci (LI)

Cena Galeotta logo

Ultimo appuntamento dell’anno alla Casa di Reclusione di Volterra con le Cene Galeotte, iniziativa unica al mondo che dal 2006 fa della struttura toscana un luogo di integrazione e solidarietà.

Cena Galeotta accoglienzaVenerdì 10 agosto, nella serata di San Lorenzo, sarà Vincenzo Martella, talentuoso chef del Ristorante Villa Pignano – nel bellissimo Borgo di Pignano, immerso nella campagna a poca distanza da Volterra – a guidare la brigata galeotta nella realizzazione di una cena a base di pesce.

Classe 1977, pugliese di origine ma ormai toscano d’adozione, Vincenzo Martella ha fin dalla gioventù dato sfogo alla sua innata passione per la cucina attraverso numerose esperienze lavorative – fra cui hotel e resort di grande prestigio – perfezionando la sua idea di cucina fatta di creatività, ricerca ed equilibrio, con occhio sempre attento anche agli aspetti nutrizionali.

Un’impronta che dal 2015 ne ha fatto l’apprezzatissimo executive chef di Borgo Pignano, dove oggi propone la sua cucina tarata su prodotti stagionali, eccellenze locali e materie prime – dagli ortaggi ai cereali utilizzati per la realizzazione di pani e dolci – coltivate all’interno della tenuta.

Cena Galeotta

Ad accompagnare il menu pensato per la serata saranno i vini della cantina Fornacelle, importante ed apprezz

venerdì 20 luglio 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (23)/Commenti (0)/
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Estensione dell’accordo Ue-Marocco. Per Confagricoltura va fatta una valutazione di impatto

Estensione dell’accordo Ue-Marocco. Per Confagricoltura va fatta una valutazione di impatto
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Estensione dell’accordo Ue-Marocco. Per Confagricoltura va fatta una valutazione di impatto prima del definitivo via libera, così come per tutti gli accordi euro mediterranei

logo Confagricoltura

“La notizia dell’estensione dell’accordo UE Marocco ai territori del Sahara occidentale ex spagnolo apre un nuovo scenario sugli effetti di tale intesa”.

Così Confagricoltura sulla decisione assunta nei giorni scorsi dal Consiglio dell’Unione europea.

Il Consiglio ha deciso di estendere un importante accordo bilaterale euro mediterraneo ad una parte contesa del territorio africano che avrebbe ottime potenzialità in campo ortofrutticolo e che è in grado di competere con i nostri prodotti.

logo ConfagricolturaOccorre, quindi, a parere dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, che prima di procedere al voto definitivo su questa modifica dell’accordo, il Parlamento europeo chieda uno studio di impatto preventivo dei suoi possibili effetti.

Anche analizzando le potenzialità offensive del territorio del Sahara Occidentale rispetto alle agevolazioni già concesse e alle nostre produzioni strategiche.

“Più in generale – conclude Confagricoltura – questa potrebbe essere l’occasione per un monitoraggio di tutti gli accordi euro mediterranei in essere che interessano le produzioni della nostra agricoltura, al fine di valutare quanto siano effettivamente equilibrati e fondati sui principi di reciprocità e mutuo vantaggio che dovrebbero essere alla base di tutte le intese bilaterali”.

Roma, 20 luglio 2018

Estensione dell’accordo Ue-Marocco. Per Confagricoltura va fatta una valutazione di impatto
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venerdì 20 luglio 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (21)/Commenti (0)/
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De Rica: anteprima linea Professional Italia

De Rica: anteprima linea Professional Italia
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Si tratta di una gamma di pomodoro Food Service per soddisfare le esigenze dei professionisti del settore

logo De Rica

Il brand De Rica, dopo l’acquisizione dello scorso ottobre da parte del Consorzio Casalasco del Pomodoro, lancia sul mercato un’anteprima della linea pomodoro Professional Italia, speciale Catering e Ristorazione, dedicata ai professionisti del settore.

Polpa De RicaL’anteprima, già disponibile, è composta da Polpa Fine di pomodoro in tre formati diversi: latta da 2.500 g, latta da 4.100 g e bag in box con tappo richiudibile da 10 kg.

La polpa fine, ottenuta da pomodoro 100% italiano, garantito e certificato lungo tutta la filiera dal seme alla cucina, è pronta all’uso e non contiene sale aggiunto.

Fine e consistente, grazie alla sua alta resa è ottima per uso professionale, in particolare su pizza, ma non solo.

Polpa De Rica 10 kgLa gamma completa, sul mercato da settembre prossimo, sarà composta inoltre da Polpa a cubetti, Passata Classica e Doppio Concentrato, sia in bag in box sia in latte in diversi formati.

De Rica è un marchio italiano di conserve alimentari prodotte dalla società cooperativa Consorzio Casalasco del Pomodoro con sede a Rivarolo del Re, in provincia di Cremona.

20 luglio 2018

De Ric

venerdì 20 luglio 2018/Autore: Indexfood/Numero di visualizzazioni (22)/Commenti (0)/
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